25-03-2015

NASCE IL SODALIZIO FRA GRIZZLIES E MINATORI CAVE

Iniziato ufficialmente da una settimana il sodalizio fra la storica società capitolina e la neonata A.S.D. Minatori Cave AFT, grazie  al quale  tutti i giocatori di quest’ultima potranno partecipare agli allenamenti con i capitolini guadagnandosi la possibilità di giocare nel campionato di Prima Divisione. Già domenica scorsa, nel corso del match casalingo con i Briganti Napoli, i Minatori Alessandro D’Uffizi e Giacomo Giuliani hanno esordito, effettuando qualche azione, rispettivamente in linea di difesa ed in linea di attacco.

Si rafforza così una collaborazione nata alcuni mesi orsono, con l’ingresso del grizzly Diego ianniello nel coaching staff di Cave, che proseguirà, sul campo, sino al termine di questo campionato e, probabilmente, durante i campionati giovanili. Per i Minatori una preziosa occasione per fare esperienza in vista della partecipazione al campionato CIF9 2016, d’altra parte per i Grizzlies vi sarà la possibilità di rimpolpare le proprie fila, nel corso dell’attuale campionato, e di effettuare al meglio i propri allenamenti avendo sempre a disposizione un cospicuo numero di giocatori. 


24-03-2015

PRIMA VITTORIA PER I GRIZZLIES, BRIGANTI BATTUTI 26-0

Il presidente dei Grizzlies Stefano Cicinelli lo aveva detto, dopo la sconfitta di domenica scorsa contro i Marines Lazio,  “il campionato dei Grizzlies comincerà domenica prossima” e così è stato, con i padroni di casa vittoriosi al termine dei quattro periodi di gioco.

In realtà la partita dei ragazzi in bluarancio non inizia nel migliore dei modi, con l’attacco dei Briganti in campo per gran parte del tempo nel primo quarto. Sugli scudi il QB americano Hoffman, che dimostra una grande intelligenza tattica leggendo bene le situazioni di gioco. Purtroppo i suoi ricevitori non sono sempre attenti e sciupano delle ottime occasioni droppando o non raggiungendo i lanci del proprio QB; è lo stesso Hoffman a chiudere il primo down per la sua squadra su corsa personale. Il secondo drive vede protagonista il ricevitore campano Di Monda, che chiude un altro down per i suoi dopo aver ricevuto un lancio dal solito Hoffman. Ma il momento d’oro del numero 4 dei Briganti sembra terminare qui, quando subisce un sack dall’orso Rubano che lo rimanda indietro di 7 yards. La partita si sblocca subito dopo la prima inversione di campo, ed è dalla difesa capitolina che arriva il primo TD dell’incontro: Vidau è bravo a capire le intenzioni del QB partenopeo anticipando il ricevitore avversario ed andando a varcare la goal line dopo una corsa di 23 yards; l’extra point al piede di Bianco fissa il punteggio sul 7-0. I partenopei rientrano con Hoffman che pesca Smorra e chiude un primo down, ma i successivi tre lanci non hanno esito positivo ed il possesso torna ai Grizzlies, subito alla conquista del primo down con una corsa di Morea, ma il successivo lancio di Iannello viene intercettato da Chitos che permette alla propria offense di rientrare in campo. La difesa di casa ce la mette tutta per rimediare al turnover e non trascorre molto tempo prima di vedere Lucariello mettere a segno un sack su Hoffman. Nel drive successivo il QB americano viene intercettato da Dula, ma una flag contro la difesa bluarancio vanifica la bella azione del defensive back capitolino, divenuto ormai sicuro punto di riferimento per i propri compagni di reparto. Il drive degli ospiti si conclude con un FG di 33 yards che non va a segno; nel drive successivo sono i padroni di casa a fallire un field goal da 44 yards, con la palla che esce male dallo snap e Bianco che non ha neanche la possibilità di calciare, lasciando il risultato invariato al termine della prima metà di gioco.

Nel terzo quarto l’offense dei Grizzlies appare subito decisa a cancellare l’opaca prestazione della prima metà di gioco riuscendo ad aumentare subito il proprio vantaggio con una corsa di 24 yards di Morea che porta lo score sul 14-0 grazie all’addizionale di Bianco. Gli ospiti sembrano accusare il colpo subendo l’aggressività della difesa di casa con Yovo sugli scudi che dapprima mette a segno un sack e subito dopo devia un lancio del QB partenopeo. Rientra così in campo l’attacco dei Grizzlies che conquista un primo down abbondante su corsa di Morea e successivamente mette a segno il secondo TD su corsa, questa volta di Arca per 29 yards; il successivo extra point non va a segno e lo score si attesta sul 20-0 per i padroni di casa. L’offense partenopea, interamente affidata alle iniziative dell’ottimo Hoffman e totalmente priva di un gioco sulle corse, se non nelle occasioni in cui è lo stesso Hoffman a cercare soluzioni personali, non riesce ad impensierire la difesa di casa permettendo ai Grizzlies, dopo l’ultima inversione di campo, di andare di nuovo a segno con una sneak di Ianniello che e fissa il risultato sul 26-0, in virtù del secondo extra point fallito. I Briganti onorano il campo fino all’ultimo secondo cercando di mettere a segno il TD della bandiera ma, arrivati a poche yards dalla endzone dei padroni di casa grazie ad una corsa di 25 yards del QB Hoffman ed una bella ricezione di 36 yards di Carriero, vengono ben fermati dalla difesa degli orsi arrivando al triplice fischio che fissa il risultato sul 26-0 per i capitolini.

Prima vittoria nel campionato di Prima Divisione, quindi, per i Grizzlies reduci da due sconfitte contro le prime forze del girone centro Dolphins e Marines; positiva, quindi, la prima delle tre partite contro team più “abbordabili”, in attesa del prossimo incontro con la storica formazione dei Warriors Bologna, reduce da una sconfitta di misura con i Dolphins, in una partita nella quale ha ben impressionato soprattutto la difesa felsinea; una partita dal sapore particolare, quella fra Grizzlies e Warriors, che evoca ricordi lontani: dal primo touchdown di Marco Volterra alla Lunetta Gamberini, nel campionato AIFA del 1982, ai tanti confronti che videro di fronte le due compagini, con alterne vicende, negli anni Ottanta.

Federico Falvo - Ufficio Stampa A.S.D. Grizzlies Roma AFT 


18-03-2015

IL DERBY DELLA CAPITALE VA AI MARINES


Atmosfera calda, nonostante il brutto tempo, ed una buona presenza di pubblico per il derby romano tra Marines e Grizzlies. Il kickoff viene calciato dai Grizzlies in favore dei Marines, che vengono stoppati dalla difesa ospite. Entra così in campo la Offense bluarancio che chiude due primi down grazie alle corse del RB Morea e successivamente varca la Endzone con Cinque, pescato alla perfezione dal QB Mingoli per un lancio di 16 yards (PAT non trasformato, 0-6). Il vantaggio infonde fiducia ai Grizzlies che in difesa non concedo nulla e costringono i Marines al punt dopo un sack di Quaglietta su Dodd. Possesso che torna nelle mani degli ospiti mentre gli arbitri ordinano il cambio campo per la fine del primo quarto.

Nel secondo quarto i Marines reagiscono e mettono a segno un sack su Mingoli grazie a Miller. Ma il numero 1 dei Grizzlies non perde la concentrazione e costruisce un altro touchdown insieme al numero 10 Lolli: lancio di 40 yards ed Orsi ancora a segno (negativa la trasformazione su azione, 0-12). Immediata la reazione dei Marines, che accorciano le distanze sull’asse Dodd-Biancalana con un TD di ben 70 yards non trasformato (6-12). I ragazzi di coach Faccini accusano il colpo e rientrano in campo con poca convinzione; Mingoli subisce un altro sack ad opera di Miller ed i Grizzlies vanno al punt; palla all’attacco dei Marines che in due azioni pareggiano i conti grazie ad una corsa da 7 yards del QB Dodd: conversione da due buona e Marines in vantaggio per 14-12. Brutto contraccolpo psicologico per i Grizzlies i quali, sia in attacco che in difesa, non riescono ad essere incisivi come nelle prime battute di gioco. Ne approfittano nuovamente i Marines che arrivano ad una yard dalla endozone grazie ad un lancio di Dodd per Biancalana (tackle miracolo di Di Francia) e la varcano successivamente con una QB sneak del solito Dodd. L’ennesima trasformazione fallita porta le squadre al riposo sul risultato di 20-12 per i laziali.

Inizia la seconda frazione di gioco con il possesso in favore dei Grizzlies, che chiudono immediatamente un primo down grazie ad una ricezione di Bertocchini. Ma nell’azione successiva Scaperrotta legge bene la direzione del lancio di Mingoli ed intercetta ritornando in TD per 47 yards (extra point non trasformato). Sul 26-12 i Marines sentono la vittoria ad un passo, mentre i ragazzi di coach Faccini non riescono a invertire l’inerzia dalla gara e falliscono un Field Goal che avrebbe potuto aggiungere tre punti sul tabellone. La difesa degli Orsi reagisce e riconquista il pallone grazie a Vidau che forza un fumble su Serrini con Dula attento a raccogliere il pallone. Possesso nuovamente in favore degli ospiti che, però, vengono costretti al punt dalla difesa di casa. Ma ancora una volta la difesa Grizzlies sale in cattedra, con tre sack su Dodd (uno di Lucariello e due di Quaglietta) e possesso alla propria offense. Un primo down conquistato su corsa di Morea fa ben sperare l’attacco ospite, ma un sack di Moroni su Mingoli costringe i romani al punt. Nel quarto periodo di gioco un altro sack su Dodd ad opera di D’Orazio mette sotto pressione il QB di casa, che nel successivo drive si fa intercettare da Vidau. Possesso, dunque, ai Grizzlies, ma l’attacco sembra aver perso efficacia ed i Marines ne approfittano, nel successivo possesso, andando a segno con Bacaro, su lancio di Dodd, e trasformando la successiva conversione da due punti. Termina così il match, con i Marines che si impongono sui cugini Grizzlies con il risultato di 34-12.

Una partita che lascia l’amaro in bocca ai ragazzi di coach Faccini, partiti al massimo e calati d’intensità mano a mano che trascorreva il tempo di gioco. Molti anche gli errori negli Special Team e le disattenzioni difensive sulle quali il coaching staff dovrà lavorare in vista della prossima partita contro i Briganti Napoli, fra le mura amiche del Happy Fitness World, che domenica hanno subito la seconda sconfitta consecutiva, come gli orsi. Una partita che servirà al coaching staff come banco di prova per capire fin dove si potrà arrivare in questa prima stagione IFL.

Federico Falvo - Ufficio Stampa A.S.D. Grizzlies Roma AFT 


09-03-2015

GRIZZLIES: ESORDIO NEGATIVO, A ROMA TRIONFANO I DOLPHINS

Sono passati 28 anni dall’ultima apparizione dei Grizzlies nella prima divisione nazionale di Football Americano. Ventotto anni di rinascite, nuove esperienze, crescita e successi. Ma la prima divisione è un altro pianeta, un campionato più difficile e con giocatori provenienti da anni di campionati oltreoceano. In casa Grizzlies l’entusiasmo è alle stelle e si ha voglia di cominciare con il piede giusto. Ovviamente prima di trarre qualsiasi conclusione bisogna scendere in campo e giocare le proprie carte, con la consapevolezza che dall’altra parte ci sarà una squadra altrettanto preparata e determinata.

Il match comincia con il Kick Off calciato dai Grizzlies in favore dei Dolphins; dopo un ritorno di 27 yards il QB dorico Zahradka esordisce con un lancio per Limitone. Il drive prosegue tra le corse del RB Silot Pajan e le ricezioni di Mejdi Soltana, che portano i Dolphins a ridosso dell’area Grizzlies. Ma la difesa di casa chiude bene costringendo i marchigiani ad un field goal da 26 yards trasformato da Morichi. Primi punti di giornata, con ancora 8:35 minuti di gioco ed il possesso agli Orsi. La offense in blu e arancio comincia benissimo, chiudendo il down in due soli drive: corsa del QB Mingoli per 9 yards e lancio per Cingolani che guadagna la yard necessaria per giocarsi altri quattro drive. Un altro down conquistato da Mingoli su corsa accresce l’entusiasmo dei capitolini, che, stavolta, non riescono a scalfire la difesa anconetana e sono costretti al punt. Ma il nuovo possesso Dolphins ha vita breve: Zahradka perde la presa nella trasmissione della palla al proprio runningback lasciandola cadere, Insom raccoglie e deposita oltre la endzone arancio-verde dopo una galoppata di 46 yards; la successiva conversione (fake field goal di Iannello che corre in laterale e varca la goal line) di due punti porta gli orsi in vantaggio 8-3. La squadra ospite sembra accusare il colpo e rientra in campo dapprima perdendo terreno su sack di Lucariello e Quaglietta quindi vedendosi limitare i successivi tentativi; su un quarto down con 2 yards da guadagnare, ci pensa Nicholas Harris, con alle spalle due anni di NFL tra Buffalo Bills e Carolina Panthers, a chiudere il down con una corsa che lo porta fino alle 24 dei padroni di casa. Il successivo lancio di Zahradka per Limitone avvicina i Dolphins alla goal line avversaria, che viene varcata, subito dopo la prima inversione di campo, con una corsa centrale di Silot Pajan; la trasformazione di Morichi è buona e gli ospiti si riportano in vantaggio per 8-10. L’attacco dei Grizzlies rientra in campo con l’intenzione di segnare subito e non lasciare agli avversari l’opportunità di incrementare il proprio vantaggio, ma un sack di Dal Monte e Silot Pajan su Mingoli spezza la manovra capitolina, che è costretta al punt. Per due cambi di possesso non succede molto, ma sul finire di primo tempo i Dolphins hanno l’occasione di segnare e andare a riposo con un buon distacco sugli avversari: Zahradka trova libero Mejdi Soltana nella ednzone capitolina, ma il 19 anconetano non controlla, la palla carambola fra le mani di Dula che la porta sulle proprie 6 yards permettendo di andare al riposo sul risultato di 8-10.

Nella seconda frazione di gara i Grizzlies ricevono il calcio d’inizio e superano la metà campo grazie al ritorno di Lolli, ma una flag a sfavore degli Orsi, su corsa di Mingoli, compromette il drive, che si conclude con un punt. L’offense degli ospiti viene ancora limitata dalla difesa capitolina, ma ci pensa ancora Harris a chiudere un quarto down su corsa; successivamente un altro fallo regala terreno agli ospiti i quali, sfruttando alla perfezione l’aggressività della difesa di casa,  colpiscono con Silot Pajan su screen pass di Zahradka: touchdown Ancona, trasformazione che va a buon fine e risultato sul 8-17. Immediata la reazione della squadra bluarancio, che conquista un primo down grazie ad un lancio di 21 yards di Mingoli per Cinque. Un holding contro il delfino Pignataro regala ulteriore terreno ai Grizzlies che ringraziano e segnano con Cingolani, bravo a ricevere nel traffico un preciso pass di Mingoli che vale il momentaneo 14 -17. L’ultimo quarto di gioco inizia con la palla a favore dei Dolphins che, dopo il kick off, conquistano subito un primo down grazie all’ennesimo fallo della squadra di casa; un lancio di Zahradka per Mejdi Soltana porta la formazione anconetana a sole 2 yards dalla goal line di casa, ed è Harris a coprire la breve distanza che porta, grazie alla trasformazione di Morichi, lo score sul 14-24. I Grizzlies accusano il colpo ed è ancora bravo Harris, questa volta in difesa, ad intercettare un lungo lancio di Mingoli riconsegnando il possesso ai suoi sulle proprie 38; l’offense dei Dolphins colpisce immediatamente sull’asse Zahradka-Marchini portando il parziale sul 14-30 dopo la prima trasformazione negativa di Morichi. Con soli 10 minuti da giocare sembra quasi impossibile colmare il distacco dalla squadra ospite, ma il Football insegna che tutto può succedere, soprattutto quando nessuno se lo aspetta. Così i Grizzlies ingoiano il boccone amaro e tornano in campo con la voglia di dimostrare che non tutto è perduto. Una ricezione di Cinque ed una corsa di Morea regalano due primi down ai capitolini, ma un sack di Dal Monte ai danni di Mingoli rende vani gli sforzi della squadra di casa; punt e palla nuovamente ad Ancona. Gli ospiti onorano al meglio la partita e varcano la endzone per la quinta volta: solito copione con Zahradka e Mejdi Soltana che si intendono alla perfezione ed i Dolphins si portano sul 14-37. La firma finale sul match viene siglata da Vikhnin che recupera un fumble dopo una ricezione di Lolli su lancio di Iannello e consegna la palla alla sua offense. I Dolphins, visti i pochi secondi rimasti da giocare, decidono di inginocchiarsi.

Al fischio finale il risultato è di 14-37 in favore dei Dolphins Ancona, che hanno dimostrato di avere una marcia in più rispetto ai Grizzlies. Marcia in più che deriva in parte dall’esperienza di diverse stagioni giocate in prima divisione ed in parte dalle abilità dei singoli. Esordio amaro per i Grizzlies, che festeggiano il ritorno nella massima divisione con una sconfitta, anche se i capitolini hanno lasciato intravedere un buon gioco, che ha permesso loro di rimanere in partita fino alla metà del terzo quarto. “Quando, dopo la vittoria nella finale di Mirano del luglio scorso, decidemmo di fare il salto in Prima Divisione” afferma il presidente dei Grizzlies Stefano Cicinelli “eravamo certi di poter contare su un nutrito gruppo di buoni giocatori; con quel gruppo oggi, sono certo, avremmo offerto una prova più convincente; rimango comunque favorevolmente sorpreso da quanto dimostrato sul campo, ma rimane il rammarico di non avere più a disposizione i tanti giocatori che, per una serie di motivi, hanno smesso di giocare oppure, come nel caso di Bruni, saranno disponibili solo a mezzo servizio: il risultato è che non abbiamo la sufficiente profondità, nel roster, per affrontare un campionato lungo e difficile come quello di Prima Divisione anche se, fortunatamente, grazie all’arrivo del centro Silvestri, dai Marines, della guardia Romano, dagli Elephants, e dello stesso import Dawson riusciamo a limitare in parte i danni. Il test di oggi a mio avviso è comunque da giudicare positivamente poiché ci ha fatto capire di avere una squadra all’altezza di questo campionato e, di conseguenza, di avere buone probabilità di restarci.”

Prossimo appuntamento, per i ragazzi di coach Faccini, fra una settimana con il derby in casa dei Lazio Marines: domenica 15 alle 15:00 si giocherà una partita sicuramente molto sentita, ma non fondamentale per gli obiettivi di campionato, nella quale gli orsi venderanno come sempre cara la propria pelle agli avversari, favoriti dal pronostico e galvanizzati dalla netta vittoria (50-7) in casa dei Briganti Napoli.

Federico Falvo - Ufficio Stampa A.S.D. Grizzlies Roma AFT 


05-03-2015

AVVISTATO UN VERO GRIZZLY NELLA CAPITALE 

Linea d’attacco di grande esperienza, capace di giocare anche in linea difensiva e con un trascorso da QB prima di approdare in High School; alto 194 cm. per 140 kg,, un concentrato di esplosività e tecnica che può solo giovare alla causa dei Grizzlies Roma. Di chi stiamo parlando? Di Devon Dawson, l'unico americano a roster della squadra capitolina. Un ritorno al Football giocato per Devon, che in patria era considerato un possibile prospetto in chiave NFL: già All-Star Offensive Linemen in High School e First Team All-Conference al College. Ma l’abbandono degli studi, al penultimo anno di College, gli ha precluso la possibilità di diventare professionista, aprendo però le porte di una nuova esperienza altrove. E’ così che nel 2011 Devon approda in Italia per vestire la divisa dei Lazio Marines e misurarsi con il Football tricolore. Un altro infortunio (questa volta alla spalla) segna nuovamente la sua carriera; ma Devon non si abbatte e si sposta in sideline, dove inizia una carriera da allenatore. 

Ma chiunque abbia indossato casco e paraspalle sa che il richiamo del campo è troppo forte per far finta di non ascoltarlo, che finché si ha la forza e la voglia non si smetterà mai di desiderare un altro snap: ed è proprio quello che è successo a Devon, che ha espresso la propria voglia di tornare in campo a coach Gramigna (attuale membro dello staff dei Grizzlies), il quale non ci ha pensato su due volte a proporlo alla dirigenza, che lo ha accolto a braccia aperte. Una carriera, quindi, che per Devon non finisce, bensì si appresta a scrivere un nuovo capitolo, a tinte arancio e blu.

Ma lasciamo spazio al protagonista, prestatosi volentieri ad un’intervista di presentazione prima di scendere in campo per uno degli ultimi allenamenti prima dell'esordio in campionato:

Dietro ogni giocatore c’è una storia, un motivo, per cui ha deciso un preciso sport rispetto ad un altro. Qual è stato il tuo primo approccio con il Football Americano? A che età e perché hai deciso di giocare a Football ?

Negli Stati Uniti il football fa parte della vita di tutti i giorni ed è normale iniziare a giocare da piccolissimi: ho iniziato a circa 5 anni, ma giocavo anche a baseball e basket; crescendo ho anche praticato atletica leggera; in fondo, però, il football americano è sempre stato il mio sport preferito.

Dapprima High School alla Greer ed in seguito il salto in NCAA con la South Carolina State. Hai mai immaginato un futuro in NFL o hai sempre preso la tua carriera un giorno per volta senza pensare troppo al professionismo?

Il mio sogno è sempre stato quello di giocare in NFL, quando ero ancora in high school sembrava quello il mio destino: molti head coach, dalle migliori università del paese, vennero a trovarmi per convincermi a scegliere il loro programma; purtroppo, durante l’ultimo anno di high school, subii un serio infortunio al ginocchio, che mi impedì di accedere ad una delle migliori università. Ripresomi dall’infortunio frequentai la South Carolina State, un’ottima università, anche se di seconda fascia, da cui diversi giocatori sono riusciti a passare al professionismo; mi guadagnai un posto da titolare giocando tre anni ad alti livelli ma, purtroppo, da giovani si commettono errori di cui poi ci si pente quando è troppo tardi: decisi di interrompere la carriera universitaria prima dell’ultimo anno, precludendo qualsiasi possibilità di diventare professionista.

Come mai hai deciso di venire in Italia e confrontarti con il Football tricolore?

Dopo aver interrotto gli studi sono stato un anno fermo, nell’autunno del 2010 venni contattato da coach Brock Olivo, in quel periodo head coach dei Lazio Marines e del Blue Team, per venire in Italia: tornare a giocare a football, oltretutto viaggiando per il mondo, era un’occasione da prendere al volo, e dopo pochi mesi mi trovavo già a Roma pronto ad affrontare il campionato IFL 2011.

Quali sono le differenze sostanziali tra il Football a cui eri abituato in America e quello che si gioca qui in Italia ?

Fra il football giocato negli States e quello italiano c’è un abisso, soprattutto per quanto riguarda la preparazione: ero abituato ad allenarmi 2 o 3 volte al giorno per 6 giorni a settimana, oltre alle partite; qui ci si allena 2 o 3 volte a settimana; in college ci si allena tutti come professionisti, in Italia ci sono ragazzi che si allenano molto seriamente, altri meno, ma la passione in generale è ammirevole: non è facile allenarsi la sera, dopo una lunga giornata di lavoro o di studio.

Due importanti infortuni hanno “caratterizzato” la tua carriera. Sono stati questi stop a condizionare la tua scelta di passare sulla sideline in veste di coach o era un tuo sogno allenare?

Diciamo che, dopo l’infortunio subito nel corso del campionato IFL 2011, la scelta di passare sulla sideline è stata obbligata; c’è anche da premettere che mi sono innamorato di questo paese e non solo: qui ho avuto un figlio, King, che il 27 febbraio ha compiuto tre anni; con la mamma abbiamo ancora un buon rapporto anche se non stiamo più insieme. Non avevo intenzione di lasciare Roma quindi, oltre a trovare un lavoro che mi desse la possibilità di vivere vicino a mio figlio, ho avuto la possibilità di rimanere nel mondo del football americano da allenatore; in fondo ho sempre pensato che un giorno, smessi i panni di giocatore, avrei insegnato ad altri questo sport fantastico.

Da allenatore hai avuto l’occasione di confrontarti anche con il Football Brasiliano, l’hai trovato simile a quello Italiano o più vicino a quello a stelle e strisce?

L’esperienza brasiliana è stata una parentesi molto interessante: la tecnica individuale dei sudamericani è molto simile a quella dei giocatori italiani, i brasiliani sono, però, fisicamente ed atleticamente superiori, per capirci: sono più grossi e più veloci, probabilmente perché passano più tempo sia in palestra che sul campo o sulla pista di atletica.

Il ritorno sul campo dopo l’ultima esperienza nei Marines Lazio, questa volta con i Grizzlies Roma. Cosa ha determinato la tua scelta di tornare in campo? La scelta dei Grizzlies è dovuta ad una voglia di fare una nuova esperienza o hai scelto gli Orsi per la presenza di coach Gramigna che ti ha allenato ai tempi dei Marines?

A 28 anni ho scoperto di avere ancora tanta voglia di divertirmi giocando a football; mi sono ripreso molto bene dall’operazione al capolungo del bicipite e da tempo ho ricominciato ad allenarmi in palestra. Quando ho saputo che i Grizzlies sarebbero passati in Prima Divisione ho pensato che avrei avuto un’opportunità per tornare a giocare; con Cristiano “Bacci” Gramigna ci siamo sentiti prima dell’estate prospettando questa opportunità che la dirigenza dei Grizzlies ha ritenuto giusto cogliere per sé e dare a me … ed ora eccomi qua, a preparare il prossimo campionato insieme ai miei nuovi compagni di squadra.

Adesso passiamo all’aspetto tecnico. Un’ottima carriera da OL in USA, adesso giocherai in difesa nella posizione di NG: hai già ricoperto questo ruolo in passato o sarà la tua prima volta in una linea difensiva?

Negli States siamo abituati sin da piccoli a ricoprire tutti i ruoli: non ci crederai ma prima di andare in High School giocavo quarterback. Al liceo ho sempre giocato sia in linea di difesa che in linea di attacco, concentrandomi solo nell’ultimo anno nel ruolo di guardia per avere maggiori possibilità di scelta da parte di un buon college. Anche nei South Carolina Bulldogs ho giocato spesso in linea di difesa, soprattutto in situazioni di short yardage.

Grazie per la disponibilità, ti lasciamo ai tuoi allenamenti, oltre ad augurarti un grande in bocca al lupo, ti auguriamo soprattutto di divertirti. C’è qualcosa che vuoi dire a qualcuno in particolare?

Vorrei fare a tutti i giocatori italiani esattamente lo stesso augurio che hai fatto a me: divertitevi! Approfittate dell’opportunità di poter giocare questo sport fantastico perché, anche se per voi oggi stare su un campo da football è dato per scontato, quando non lo avrete più vi mancherà da impazzire, come è accaduto a me.

Federico Falvo - Ufficio Stampa A.S.D. Grizzlies Roma AFT 

09-02-2015

“UN AMERICANO A ROMA” PER I GRIZZLIES

Sarà Devon Dawson il primo, e probabilmente unico, giocatore straniero per i Grizzlies Roma: dopo una brillante carriera con il liceo Greer, nel quale è stato selezionato come All-Star offensive lineman e top offensive lineman nello stato del South Carolina, Devon ha giocato tre anni per l’Univesità di South Carolina State (Div. I-AA) dove è stato First Team All-Conference e Preseason First Team HBCU All-American. Dopo un serio infortunio al ginocchio che ne ha compromesso le possibilità di carriera (era considerato un prospetto di sicuro interesse a livello Draft NFL), Devon è approdato a Roma dove ha giocato nel 2011 con i Marines in IFL, ma un infortunio alla spalla lo ha costretto a fermarsi abbandonando momentaneamente il football giocato. Rimasto affascinato dall’Italia e dalla sua capitale, Devon ha deciso di rimanere a vivere e lavorare a Roma dove, negli ultimi tre anni, ha allenato dapprima i Gladiatori Roma per tornare successivamente sulla sideline dei Lazio Marines, dopo una breve parentesi come head coach per i Tubaroes do Cerrado in Brasile. Ristabilitosi al meglio dall’infortunio alla spalla, nel corso della scorsa estate Devon ha espresso al suo ex coach nei Marines Cristiano Gramigna, attuale allenatore delle linee di attacco dei Grizzlies, la volontà di tornare in campo; d’altra parte per i capitolini, con un budget che non permette l’ingaggio di giocatori provenienti da oltreoceano, l’occasione è più che favorevole: l’arrivo di Devon, giocatore di 194 centimetri per 140 chilogrammi, permetterà di rimpiazzare il NG Epeli Waqavonovono, tornato definitivamente nelle sue Isole Fiji, andando ad affiancare i nazionali Insom e Lucariello, oltre a lasciare aperta l’eventualità di un suo impiego anche in linea di attacco.  

Ufficio Stampa A.S.D. Grizzlies Roma AFT 


04-02-2015

IL CAPITAL BOWL VA AGLI EXPRESS

Un giorno all’insegna dello sport, dell’amicizia e del Football Americano, così potremmo definire la giornata di domenica 1 febbraio, quando quattro franchigie, composte da giocatori under 17, sono scese in campo con l’obiettivo di divertirsi e di divertire.

Il torneo amichevole si è svolto presso il Centro Sportivo Happy Fitness in Roma, con protagonisti sul campo i Grizzlies Roma, Marines Lazio, Express Napoli e 82’ers Napoli. La formula del torneo prevedeva tre partite per ogni squadra da giocarsi 5vs5, con due tempi di venti minuti l’uno.

Le prime due partite, svoltesi in concomitanza su due campi attigui, hanno visto affrontarsi le due organizzatrici dell’evento, Grizzlies e Marines, sul campo uno, e le squadre ospiti, 82’ers ed Express, sul campo due. Sul campo numero uno i Grizzlies aprono subito le danze contro i cugini con un TD sull’asse Di Carlo Natoli-Carbone, ma senza trasformare la conversione da un punto. Immediata la replica dei Marines che passano in vantaggio grazie ad un lancio di Mannato per Marco Elisio, e conseguente trasformazione del punto addizionale con Di Lorenzo. Fino al termine della prima frazione di gioco le due squadre si danno battaglia senza aumentare il proprio punteggio sul tabellone. Per rivedere un TD si deve aspettare il secondo tempo, con i Marines che varcano la endzone al quarto tentativo grazie ad una corsa di Umetelli non trasformata. Ma i Grizzlies non sembrano accusare il colpo e passano in vantaggio mentre sul campo si abbatte un violento acquazzone: 14-13 per gli orsi grazie ad un TD di Faccini più una conversione da due punti. Tutto deciso? Non nel Football, dove tutto può cambiare in meno di un secondo. Ed infatti sul finire di partita i Marines tornano davanti nuovamente con una corsa di Umetelli, che mette il sigillo sulla gara. Risultato finale: Grizzlies 14 – Marines 19.

Sul campo numero due pareggio entusiasmante tra Express ed 82’ers, che si fermano a vicenda sul 22 pari.

La seconda partita di giornata vede i Grizzlies affrontare gli Express Napoli. L’inizio di match sembra il replay di quanto già visto contro i Marines: lancio di Di Carlo Natoli per Carbone che vale il 6-0 (conversione da un punto non trasformata). Per i ragazzi in maglia arancio ci sarebbe anche l’occasione di allungare il divario grazie ad un turnover per intercetto di Fortunio, ma nei drive successivi non succede nulla ed il possesso torna a favore degli Express, che colpiscono con un TD di Silvestro (trasformazione da due punti buona) ed un intercetto riportato nella Endzone avversaria (anche qui trasformazione da due punti buona). Buona la risposta dei Grizzlies che segnano subito con Battiferri e trasformano la successiva conversione da due punti; ma sul finire di primo tempo arriva nuovamente un TD di Silvestro che manda le squadre a riposo sul risultato di 14-22. Inizia il secondo tempo con il possesso per gli Express che si portano a 28 punti con un TD del solito Silvestro. Accorciano le distanze i Grizzlies con un TD di Carbone, ma gli Express ri-aumentano il divario con un TD su corsa di Pintore. Da qui alla fine della partita sarà un botta e risposta tra le due squadre, che terminerà a favore degli Express. Risultato finale: Grizzlies 34 – Express 56.

Nel frattempo, sul campo numero uno, vincono i Marines contro gli 82’ers, con il risultato di 20-6.

L’ultima partita di giornata vede affrontarsi Grizzlies ed 82’ers. Partenza a razzo della squadra partenopea che al primo drive trova già il TD su una corsa di Sorrentino D’Afflitto. Fulminea anche la risposta dei Grizzlies, in TD con Battiferri su lancio di Di Carlo Natoli (conversione da un punto buona). Regge bene la difesa in maglia arancione che da l’opportunità alla propria offense di aumentare il divario; cosa che viene prontamente fatta con Fortunio che raccoglie un lancio del proprio QB e porta la palla oltre la Endzone. Si rifanno sotto gli 82’ers con il TD di Salvi, ma sul finire di primo tempo è ancora Fortunio a segnare per i suoi con una corsa. Nella seconda frazione di gioco i Grizzlies dominano il campo segnando altri 3 TD e stoppando qualsiasi tentativo degli avversari, da lodare per non essersi mai arresi ed aver combattuto fino al termine della gara con coraggio e rispetto degli avversari. Risultato finale: Grizzlies 40 – 82’ers 12.

Sul campo numero uno sono gli Express ad avere la meglio sui laziali imponendosi con il risultato di 42-13 ed ottenendo così, con due vittorie ed un pareggio, il primato del torneo; alle loro spalle si posizionano i Marines, terzi i Grizzlies e quarti gli 82’ers; ma il vero vincitore di giornata è stato lo sport che con i suoi valori unisce, diverte ed insegna una nuova via per rapportarsi con gli altri nel pieno rispetto di chi si ha di fronte.

Federico Falvo  Ufficio Stampa A.S.D. Grizzlies Roma AFT